Se una Carpa potesse Parlare…
Storia di un acquerello – Cari Amici, pittori e profani,
Ieri mattina mentre dipingevo quest’acquerello (sempre per il ciclo “Abissi dove si Appieda“) ho aggiunto per ultimo elemento la carpa. E poi ho pensato di realizzare una breve storiella. La domenica ci rende tutti romantici, quindi il tema era chiaro fin dall’inizio.
Mentre armeggiavo con Paint (sì, proprio paint) mi è tornato in mente l’esame di Filosofia del Linguaggio Ordinario con Marino Rosso.
Argomento: Le Richerche Filosofiche di Wittgenstein e ovviamente anche il Tractatus. Domanda del prof (e di W.): “Se un leone potesse parlare, noi lo capiremmo?”
Non avevo studiato abbastanza e – molto superficialmente – non ero d’accordo con il caro vecchio Wittgenstein. La mia risposta fu altamente fuori luogo, ma poi Marino e io diventammo coinquilini e le serate con a chiacchierare di queste cose furono più utili di qualsiasi “scuola”.
Se una carpa – watercolor
Torniamo a Ieri mattina
Ero arrivata alla fine, ultimavo l’acquerello. Ho pensato: Se una carpa potesse parlare, noi non potremmo capirla.
Il suo ‘cervello’, il suo mondo – in qualunque modo vogliate chiamare la sua “forma di vita” – è talmente diverso dal nostro che non ci sarebbe possibilità di capirsi.
I “giochi linguistici” ci chiudono in insiemi sempre più stretti ognuno dei quali costitutivo di una “forma di vita“.
Se provaste a estremizzare il pensiero scivolereste presto verso un solipsismo da cui non si torna indietro.
Qualche filosofo lo ha fatto un paio di migliaia di anni fa e qualche centinaio di secoli.
Sempre molto superficialmente… mentre continuavo a spippolare su Paint ho pensato a quanto la filosofia si presti alle più becere suggestioni. E l’Arte a volte non è proprio il rigurgito di questo?
Cose ignoranti che pensiamo di sapere, contenuto-spazzatura dell’inconscio marcio, motivetti scemi che ci alienano dalla realtà… e tutte quelle cose che spremiamo via attraverso i pennelli.
Questa è la premessa ALTA (alticcia, me lo passate?) della storiella. Nella fattispecie l’acquerello e la sua morale sono:
E ora entra in gioco il mondo della vita…
Diamo per vero che a parlare con una carpa, non ci si capirebbe. Ma è vero anche che parlare non è l’unico modo di comunicare.
E non sono nemmeno tanto sicura della prima affermazione. Perché se il mondo è un guazzabuglio di giochi linguistici, lo è anche quello che è emerso tra me e il mio cane. Che mi capisce al volo. E noi “parliamo”.
Quindi, riformuliamo: Se una carpa potesse parlare non la capiremmo. Può darsi e chi se ne frega. Possiamo amarla comunque. E incredibilmente funziona anche tra gli umani!
In ogni caso è stato divertente. Gustatevela.
In profondissima fede
Alessandra Dell’Anna Peccarisi